Per la maggioranza delle persone, Grecia antica vuol dire noia. Ma questa immagine polverosa e libresca che abbiamo ricevuto a scuola è clamorosamente falsa. Fu inventata dai filologi tedeschi nel Settecento, è stata smascherata almeno vent’anni fa, eppure non vuole saperne di scomparire. In campo musicale ancora resiste; ma proprio la musica che sta riemergendo dagli ultimi papiri scoperti pochi anni fa svela un’immagine opposta, una Grecia molto più viva e più vicina al gusto musicale di oggi. Marcello Piras ne spiega il senso e il contesto storico, e ne fa ascoltare alcuni esempi finora sconosciuti.

Marcello Piras (Roma 1957) è il più noto studioso italiano di jazz e musiche nere. Docente di Storia della musica al Conservatorio dell’Aquila, vive in Messico, dove ricerca la musica del Barocco coloniale. Ha pubblicato un volume su John Coltrane e ha curato l’edizione italiana in sei volumi dell’opera Il jazz di Gunther Schuller. È stato direttore esecutivo della collana nazionale statunitense di edizioni critiche MUSA (A-R Editions).

L'INIZIO DELLA CONFERENZA DI CELLINO ATTANASIO DEL 25 MAGGIO 2012