Si conclude a Fano Adriano il progetto dedicato agli anziani e alla trasmissione della memoria dal titolo “Vestiti d’oro, d’argento e di stelle. Narrativa, musica, lingua e azione sociale in due comunità dell’Alta Valle del Vomano”, promosso dal Comune di Fano Adriano e sostenuto dalla Regione Abruzzo, dal Centro Documentazione e Studi di Intermesoli – Laboratorio di Linguistica Sociale del Gran Sasso, dall’Associazione Bambun e dal progetto “Culture Immateriali”, dall’Associazione Lem-Italia, dall’Università degli Studi di Teramo, in collaborazione con la Pro-loco di Cerqueto, la Pro-loco di Fano Adriano e “La luna ‘mbriaca - Associazione indipendente suonatori cerquetani”, l’Associazione “I Grignetti”.
Il settimo incontro, a cura di Giovanni Agresti e Silvia Pallini, è intitolato 3° LABORATORIO DI TOPONOMASTICA NARRATIVA – I nomi del territorio, i segni della comunità, il vissuto delle persone, è rivolto a tutta la comunità di Fano Adriano e Cerqueto, soprattutto agli anziani e ai giovani, e si svolgerà presso la Nuova Sala Polivalente del Comune di Fano Adriano il prossimo mercoledì 28 dicembre, dalle ore 16.30 in poi.
La seconda parte del pomeriggio sarà invece dedicata alla presentazione dell’intero progetto 2011 e alle proposte per la prossima annualità, con proiezione di video e foto.
L’ingresso è libero.

Il progetto proposto, dal carattere sperimentale, si è concentrato sulla funzione e il valore dei beni culturali immateriali (pratiche e saperi), per l’importanza che occupano nella trasmissione delle conoscenze fra vecchie e nuove generazioni, e nello sviluppo sociale, culturale, economico di medio e lungo periodo. L’ipotesi di ricerca e valorizzazione si inserisce in un’area a forte rischio di spopolamento e con problemi strutturali ormai gravemente consolidati, contro i quali si cercano soluzioni che mettano in rapporto gli aspetti culturali, sociali, di relazione, come elementi fondamentali per poter immaginare e costruire un nuovo e consapevole percorso di ricrescita demografica ed economica.
L’importanza e l’antichità dei valori culturali della montagna sono il cuore del progetto, come lo è l’attenzione che si rivolge agli anziani, che di anno in anno diminuiscono lasciando un vuoto enorme di esperienze e di saperi. Vestiti d’oro, di argento e di stelle sono infatti gli anziani della montagna, i principali detentori di queste conoscenze.
Nel territorio del Comune di Fano Adriano, interessato da questo progetto “pilota” in seguito estendibile all’intero territorio della montagna teramana, è in corso da alcuni anni un’attività di valorizzazione del patrimonio immateriale, sia attraverso la ricerca di fonti storiche (archivi sonori, fotografici e audiovisivi familiari) che mediante una prima fase di ricerca sul campo con la popolazione residente, in particolare ultraottantenne (nata prima del 1932), attraverso la raccolta di testimonianze orali videoregistrate e una prima diffusione di materiali (nell’annualità 2011 si sono acquisite 34 videointerviste e ca. 500 fotografie in ambienti domestici).
La convinzione, misurata dagli effetti di alcune iniziative condotte con successo negli anni passati ma rimaste casi isolati e senza la necessaria continuità, è che un lavoro costante sulla memoria e il patrimonio immateriale, riunendo assieme vecchie e nuove generazioni, possa produrre degli effetti rilevanti sul tessuto sociale, permettendo la riappropriazione di saperi quasi dimenticati ma di estrema importanza per le comunità e le famiglie, un loro aggiornamento e ridefinizione nel contesto odierno, oltre a consolidare le relazioni e la comprensione fra le generazioni. Questa lenta ma a tratti entusiasmante “ritessitura” è in grado di creare un forte coinvolgimento, riuscendo anche, se sistematicamente protratta nel tempo, a ricostituire una fiducia che oggi manca in queste comunità, fortemente preoccupate per il loro futuro.
Accanto all’obiettivo del consolidamento interno si accompagna dunque quello della divulgazione e della diffusione all’esterno delle attività e delle ricerche, del patrimonio immateriale locale al fine di generare attenzione, movimento, interesse, circolazione di persone e di risorse; sul duplice asse interno/esterno si muove l’idea della creazione di archivi specializzati che possano fungere da luoghi di crescita, di aggregazione, di attività condivise dalle comunità ma anche di coinvolgimento di persone e realtà periodicamente ospitate.
Un uso partecipato della memoria individuale è stato stimolato all’interno di laboratori collettivi destinati prevalentemente agli anziani – che ne sono stati i protagonisti – ma pensati come luoghi di coinvolgimento intergenerazionale, aperti in particolare alle giovani generazioni. I laboratori hanno riguardato tre nuclei tematici interconnessi: 1) la memoria e le immagini a partire dai documenti fotografici del Fondo Jobbi o degli archivi familiari, su una prima base di materiali relativi all’espressione musicale, al ciclo festivo, alle persone e alle genealogie; 2) la cultura musicale e della danza, integrando registrazioni d’archivio e libera espressione della memoria; 3) la narrazione dei luoghi in relazione alla toponomastica e alle particolari designazioni che gli abitanti di Cerqueto e Fano attribuiscono ai luoghi del territorio e del loro vissuto personale e collettivo. Infine, un micro-laboratorio destinato ai giovani di Cerqueto per l’approfondimento delle tecniche di documentazione etnografica e audiovisiva, finalizzato alla prima formazione di un nuclo di ricerca locale.
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Sinossi: Buoi inginocchiati o aggiogati a carri trionfali, che portano santi o trascinano alberi, aratri, vitelli in corsa, vacche trasfigurate con complicati decori, simulacri in legno condotti a morte simbolica: il territorio dell’Italia centrale, dalla Maremma laziale alla dorsale appenninica, dalle montagne alle colline, a ridosso del mare, è costellato dall’uso cerimoniale di bovini, presenti nelle strutture rituali e nelle leggende dei santi e delle Madonne cui gran parte delle feste sono dedicate.
Il documentario nasce da una ricerca sul campo avviata a partire dalla festa san Zopito a Loreto Aprutino, in un lungo itinerario che ha interessato dal 2004 al 2008 altri otto eventi festivi caratterizzati allo stesso mondo dall’uso cerimoniale di bovini: la Madonna di Costantinopoli a Portocannone, la Madonna della Neve a Bacugno di Posta, il Bov Fint a Offida, la Madonna Assunta a Valentano, la Madonna della Pietà a Rocca di Mezzo, la ss. Croce a Pastena, sant’Urbano a Bucchianico e san Pardo a Larino.
Gli uomini scelgono i bovini destinati ad incarnare l’animale leggendario, li curano, li addestrano, infine se ne separano, accettandone o provocandone la morte, e preparandosi alla nuova festa. Mediatori tra la comunità umana e la dimensione mitica, gli animali si rivelano capaci di ampliare le facoltà percettive, interpretative ed operative dell'uomo, in un reciproco processo di mai conclusa domesticazione.
Un documentario di: Gianfranco Spitilli
Regia: Marco Chiarini e Gianfranco Spitilli
Script editor: Pietro Albino Di Pasquale
Riprese: Marco Chiarini, Gianni Chiarini
Montaggio: Marco Chiarini
Suono: Marco Chiarini, Gianni Chiarini, Gianfranco Spitilli
Assistenza script editor e montaggio: Gianfranco Spitilli
Formato: DVcam/colore
Anno delle riprese: 2004-2008
Anno di edizione: 2011
Durata: 116'
Produzione: ASSOCIAZIONE CULTURALE BAMBUN
In vendita in allegato con l'omonimo libro:
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